L'oscura finestra che volge al mondo...
mercoledì, 01 novembre 2006

Get Along! Get Away!

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO


Le avventure (ed i deliri) di Gambit3rd si sono spostate sul suo spazio MSN all'indirizzo http://gambit3rd.spaces.live.com

Questo spazio è piuttosto abbandonato (per ora?) quindi suggerisco a tutti di spostarsi sull'altro blog.

Grazie.


Postato da: gambit3rd alle 13:18 | commenti (5) |



domenica, 09 gennaio 2005

From The Ashes
Le ombre ci nascondono, ci danno rifugio, non ci fanno vedere ciò che non vogliamo, ci rendono parte di esse. L'oscurità ci avvolge nel suo turpe abbraccio fino a diventare un'amalgama con noi stessi, qualcosa che non ha inizio nè fine. Impossibile da scindere. No, non impossibile forse. Uscire dall'ombra è sempre più difficile che entrarci. Eppure, si narra che chi riesca ad uscire dalle ombre abbia appreso qualcosa durante il suo pellegrinare oscuro ma che tale verità resti oscurata nella sua mente per tempi immemori. Sono sparito da questo mio antro telematico per ben due mesi, mi sono preso una piccola pausa da questa mia dimora digitale. Sono entrato nell'ombra, abbandonando il blog, ma ne sono uscito. Ho trovato che l'arredamento non fosse più come lo avevo lasciato. Qualche server con le immagini avrà cessato di essere qui con me. Come i suoi padroni, forse... Così ho iniziato a cambiare qualcosa, a plasmare, partendo dalla spina dorsale, il nuovo look del mio antro oscuro. Una pennelata di tenebre, una spruzzata d'oscurità, un pizzico di gotico e... Ho pensato di aggiungere anche dell'Audio questa volta. In questa pagina, ho inserito una musichetta fissa, una canzone che ho ascoltato durante la visione di un telefilm. Mi è rimasta impressa. A tratti è inquietante. A tratti demenziale. Credo che cambi a secondo di ciò che si sta immaginando. Dura poco meno di un minuto e mezzo, ed è in loop. Magari dopo averla ascoltata un paio di volte finirete con il tirare via i cavi delle casse, o magari mi invierete un messaggio chiedendomi il titolo. Chissà... Intanto, Buon Inizio D'Anno a tutti e... Perdonate il disordine, ma ci sono lavori in corso in casa! Stay Tuned!
Postato da: gambit3rd alle 00:44 | commenti (15) |



sabato, 06 novembre 2004

Strange Days

Tipo quelli in cui ti svegli al mattino, un brivido ti percorre la schiena ma ne ignori totalmente il motivo o almeno non lo ricordi. Ma, sta pur certo, prima o poi quel brivido attraverserà tutto il sistema nervoso fino a dare la giusta scossa al tuo centro della memoria e vederti materializzare dinanzi agli occhi la vera ragione di tutto ciò. Come riuscire a vedere finalmente uno spiraglio di luce dopo aver attraversato un tunnel neurologico così lungo da sembrare quasi infinito. Torni alla realtà. Ricordi ogni avvenimento, ogni nome, ogni attimo. Ricordi che oggi è il compleanno di una persona a cui hai tenuto tantissimo. Di una persona a cui ancora oggi ancora un po' tieni, nonostante tutto, ma che è stata una di quelle pochissime persone che hai conosciuto a non cadere nel circolo vizioso del "Late Goodbye". Un'eroina, forse, peccato che non sia ancora riuscito ad apprezzarne le virtù. Un anno fa esatto, alle 9 circa del mattino, mi inviò un SMS:

"A ques'ora nascevo io 19 anni fa..1fagottino umido e piangente..inconsapevole del mondo e del suo destino..nn è quasi bello?nn so, m faccio tenerezza!buonsì!:*"

E' sempre stata una persona molto poetica, brillante, con la risposta pronta ad ogni domanda o avvenimento. Ma non ne parlerò, non oggi. In fondo, solo qui solo per dire che anche se non ci parliamo più i miei auguri ci saranno sempre anche se non in modo diretto. Anche se lo scrivo qui, in un luogo pubblico come il web, questo blog ha indirizzi così remoti che ho la certezza matematica che tutto rimarrà nel buio. Perchè continuo a scrivere? Perchè, forse, ho una speranza più o meno vaga che questo blog venga letto dagli interessati. Un giorno all'altro. Ma, in questo giorno, dico solo: Auguri 'Nina!


Postato da: gambit3rd alle 21:32 | commenti (2) |



venerdì, 22 ottobre 2004

Late Goodbye

"Erano tutti morti. L'amore uccide. L'amavo? C'era un'altra scelta? Il passato è come un buco nero. Puoi provare a scappare, ma più corri, più questo cresce terribilmente alle tue spalle e lo senti sfiorarti i talloni. L'unica via di uscita è quella di voltarsi e affrontarlo... Ma è come guardare dentro la tomba della donna che ami. [...] Per tutto questo tempo ci hanno raccontato la favola sbagliata della Bella addormentata. Il Principe non la svegliò con un bacio. Chi dorme per centinaia d'anni non può riaprire gli occhi. Era tutto al contrario. Il Principe la bacio per provare a svegliarsi lui dal suo incubo."

Certo, non vincerà il premio letterario del secolo, ma sono due spezzoni che mi sono piaciuti abbastanza. Sono di livello morale molto elevato, specie se consideriamo che sono parte integrande di un videogame. Pochi lo sapranno, ma il titolo di questo post odierno è semplicemente il titolo di una canzone della colonna sonora di questo gioco. Mi piace molto questa melodia. Per certi versi mi ricorda i REM, uno dei miei gruppi preferiti. Questo gruppo, invece, non l'avevo mai sentito nominare: The Poets Of The Fall. Ma oggi non voglio parlare di musica. Semplicemente, vorrei soffermarmi sul titolo "Late Goodbye". Con un po' di libertà di traduzione, vorrei ricordarlo ora come "Addio Tardivo". Oggi, e spesso, mi capita di ricevere SMS da persone che non sento quasi mai. Una paio di volte l'anno, magari, e festivi. Persone con cui ho quindi perso i rapporti, o con cui non ci sono mai stati rapporti. Si manda quel messaggio una volta ogni epoca giusto per tenere "vivo" l'ultimo ramoscello di un albero ormai rinsecchito. Come se le persone non avessero il coraggio di dire Addio, nonostante, a tutti gli effetti, ci sia stato un allontanamento. Si nascondono dietro la mancanza di credito, dietro la mancanza di tempo, dietro la pigrizia, dietro maschere che giorno dopo giorno non fanno altro che sbriciolarsi rivelando il lerciume accumulatosi in esse. Mi capita con conoscenti, amiche, ex... E' davvero come credo io? Non ci sono molte persone a questo mondo capaci di dare un addio definitivo ed hanno quindi bisogno di crearsi un tale appiglio d'apparenza? O, forse, ci sono altre ragioni che ignoro? Voi cosa pensate a riguardo? E, inoltre, capita anche a voi di non trovare il coraggio per un addio sincero? O riuscite sempre a dire addio a chiunque non sia più vostro "seguace"? Se volete la mia, l'addio è una delle poche cose che davvero mi rattrista. Forse anche più di queste mezze mascherate che vorrebbero celarli... Chissà, magari tra qualche anno, riceverò SMS da tutte queste persone in cui mi diranno finalmente "Addio". It's a late goodbye, such a late goodbye...


Postato da: gambit3rd alle 22:26 | commenti (2) |



lunedì, 11 ottobre 2004

Employed [adjective; feminine]
A volte penso che in un qualsiasi articolo, a farla da padrone sia soprattutto il titolo e non tutta quella accozzaglia di parole successiva. Forse perchè il titolo ha, nel contempo, il compito di attrarre il lettore e di sintetizzare il tutto. Come avrete notato, a me piace molto dare titoli piuttosto "particolari". Un po' folli, se così possiamo definirli. Quello di oggi, particolarmente, è molto criptico. Lo è così tanto che, ad essere onesto, neanche io giungerei alla soluzione di quest'enigma in breve tempo. Anzi, forse non ci arriverei mai. Ad ogni modo, quel titolo nella sua interezza rappresenta il nome di una persona a me molto cara. Cosa? Qualcuno sta forse dicendo Guido? Sì, ok, si tratta proprio di Guido ma, in realtà, non è Guido il suo vero nome e, per dirla tutta, non è neppure un maschio... Ebbene oggi è il compleanno di questa persona, compirà 21 anni, e a parte questo non vedo nulla di speciale in questo giorno. Quello che so è che mi limiterò a mandarle un paio di SMS di auguri e che lei mi risponderà con qualcosa tipo "Grazie Mille, Sei Gentile!". Magari, poi, vi farò sapere se ho indovinato, ma ormai penso di conoscere questa parte di lei fin troppo bene. All'apparenza, sembra distaccata, sembra che in realtà non gliene importi neanche un minimo di quante righe tu possa dedicarle ma poi magari, se glielo rinfacci, ti dice che ci tiene... Certo, bisogna ammettere che rinfacciare certe cose è decisamente crudele e maleducato, ma a volte so essere talmente "limitato" che sento il bisogno di avere una "prova tangibile" di quello che realmente pensa un'altra persona. Sì, può capitare di cadere nel circolo vizioso del "TVB". Non nego che si possa tenere ad una persona anche senza renderglielo presente, anzi. Tuttavia, ci sono volte in cui c'è proprio l'esigenza di sentirsi dire determinate cose. Ma comunque, bando a queste ciance, in fondo questo post voleva essere "solamente" un elogio a questa mia fin troppo cara amica che, inaspettatamente, mi è sempre stata vicino quando ho avuto bisogno, molto più di quanto non abbiano fatto altri che usano belle parole solo per ammaliarti. E' una cara persona, una ragazza piuttosto a modo, carina, a suo modo simpatica, sempre disponibile, fin troppo educata. Sarò di parte, o forse no, ma è una ragazza davvero speciale e magari, se non sarete capaci di tenervi saldi alle vostre sedie potrebbe quasi venirvi in mente di chiedermi i suoi contatti e, perchè no, magari un giorno, quando ormai la conoscerete da tempo potreste anche innamorarvene... Certe volte mi sorge un dubbio amletico... Chissà se, almeno lontanamente, immagini quanto io tenga a lei e come la reputi in realtà... Forse dovrei essere un po' meno duro alle volte e, magari, fare meno l'acido in diverse occasioni... Perchè no... Dovrò pur redimermi prima o poi... Voi siete sempre soliti rivelare ad una persona quanto ci tenete o preferite, alle volte, tenerlo un po' celato? Comunque sia, è ora di chiudere questo articolo che, quasi sicuramente, la persona interessata non leggerà mai. Le ultime parole famose: Buon Compleanno, Elvis!
Postato da: gambit3rd alle 16:57 | commenti (2) |



sabato, 09 ottobre 2004

In Memoriam
Oggi è l'anniversario di morte dei miei nonni paterni. Sono morti in anni diversi ma, per uno strano caso fortuito, nel medesimo giorno. Simbolismo? Fato? Casualità? Questo nessuno può saperlo. Tuttavia, ricordo che in questo giorno, lo scorso anno, inviai una mail ad una ragazza. Eccovene uno spezzone...
 
 
"Erano le 18.30 di questa tiepida sera di ottobre.
Una caterva di persone inonda quel luogo, gente che va, gente viene, mentre al telefono vi è un uomo dall'esile voce, di rango sociale tanto basso ma con una notizia così importante. Si rivela essere un semplice inserviente dell'Ospedale di Nola (NA) intento a scoprire l'identità del suo interlocutore telefonico e che dopo averla appresa comunica: "Il Signor Montano è deceduto. Buonasera". "Che ci sarà di così buono in questa serata" verrebbe da pensare. Magari la serata si rivelerà buona perchè il servizievole inserviente tra poco finirà il suo stancante turno e potrà beatamente tornare a casa ove troverà una bella tavola imbandita ed una dolce moglie che lo prenderà tra le sue braccia, lo bacierà sulle labbra e gli dimanderà se gli Dei gli siano stati avversi o favorevoli in questo giorno.
Erano le 18.30 di questa tiepida sera di ottobre.
Sono solo in casa, fuorchè per mia sorella che ha disturbi gastro-intestinali, e il telefono squilla. "Potrebbe essere chiunque, sarà meglio rispondere" penso. Mi armo del mio fidato Cordless e con dura voce borbotto "Pronto..". Dall'altra parte della cornetta, un uomo semplice. Un inserviere ospedaliero stando alla sua presentazione. Mi rivelo a lui come "Il figlio del Signor Montano. Nella fattispecie, il nipote del vostro ricoverato". La notizia che ha da annunciare non arriva inaspettata. Sapevo cosa dovesse dirmi appena compreso chi fosse. Infatti mi dice: "Il Signor Montano è deceduto. Buonasera". "Eh... Buonasera..." bisbiglio io. Pochi secondi per riflettere e so di certo che gettarsi in terra, dimenarsi e disperarsi non sarebbe la cosa giusta da fare. Comprendo i miei doveri: espandere la notizia ai miei familiari. Non essendo mio padre rintracciabile sul cellulare, stranamente in quanto "in teoria" avrebbe dovuto essere in ospedale, mi appresto a telefonare mia zia. La figlia zitella di quel che fu mio nonno. Un'altra battaglia per il giovane cordless, mio compagno di tanti duelli. Lo prendo, compongo il numero... Riattacco. Riprendo a riflettere. Ho appena compreso che, per quanto sinonimi, "deceduto" e "morto" sono molto diversi tra loro. Ed è proprio quest'ultimo termine che utilizzerò pochi minuti dopo per comunicare l'accaduto a mia zia. Perchè mio nonno è morto. Nella nostra famiglia da oggi in poi mancherà una persona. A Natale, così come a Pasqua, ci sarà una sedia vuota. Perchè mio nonno è morto. Questa sera persone piangeranno, altre si turberanno, altre si dispereranno. Perchè mio nonno è morto. E mentre tra gli sconosciuti ospedalieri un lettino è ormai libero perchè mio nonno è deceduto, tra i caldi famigliari un posto nel cuore è comunque occupato. Perchè mio nonno è morto. Ripenso ormai al "buonasera" dall'inserviente pronunciato, mi guardo intorno, e cerco di trovare ciò che di buono c'è in questa sera. Svolto l'angolo, mia sorella triste e piangente. Vuole restare un po' sola, ma so che le passerà presto. Svolto un altro angolo, una tavola disfatta. C'è ancora da cucinare e da parecchiare. Toccherà a me imbandire il tutto? Svolto un altro angolo, il vuoto. E'una stanza che forse non conosco ma poi realizzo che si tratta di uno specchio. Vedo il riflesso della mia vita. E' vuoto, non c'è nulla. Perchè io stasera in casa non troverò chi mi abbraccerà o chi mi bacierà. Non troverò chi mi terrà con se perchè mi considera tanto speciale da poter condividere qualcosa di speciale. Sono così solo, e la mia invidia va ancora una volta al "fortunato" inserviente, innocente messo di Morte, mentre il mio affetto va a te. Nella mia solitudine, nella mia malinconia, la cui persona con cui ho voluto parlare, alla quale abbia volto il mio pensiero, sei stata tu..."

Postato da: gambit3rd alle 21:36 | commenti (4) |



domenica, 03 ottobre 2004

Adelante, Pedro, Adelante!
Oggi sono riuscito a raggiungere il mio fido lettino, mia tana di ogni notte, che era quasi l'alba. Notte brava in una discoteca piuttosto spagnoleggiante. Oddio, ormai pensano che per far "spagnoleggiare" una qualsiasi cosa basti un nome ispanico (no, qui non c'entra Fight Club tantomeno Ascanio...) con una rappresentazione di un torello e siamo tutti contenti. Basta metter su un mezzo flamenco, servire sangria al bar ed ecco a voi la Spagna in miniatura. Ma la Spagna ha davvero così tanta attrattiva su di noi? Perchè molte persone sono attratte dalla Spagna a livello "sociale"? Cambiando versante, e ritornando sull'icona del torello, mi viene da pensare a quanti clamorosi esempi di falsa pubblicità possiamo trovare in molti locali. Nomi ed icone che ci lasciano pensare a chissà cosa e, invece, una volta dentro troviamo la tipica normalità a cui siamo abituati andando in un posto qualunque. La pubblicità è un'arma a doppio taglio che, sempre più spesso, sta facendo vittime. Voi cosa pensate della pubblicità? Un ottimo mezzo di informazione per l'utenza o un modo rapido e celato per aiutare il ricco a diventare ancora più ricco? Ora, scusatemi, ma ho molto da fare: ho appena ricevuto un SMS che mi invita ad inviare altri 10 SMS per ricevere ben 25 Euro di succosa ricarica... Tori, Torelli... E bufale. Hasta l'huego!
Postato da: gambit3rd alle 15:24 | commenti (3) |



venerdì, 01 ottobre 2004

Thanksgiving
Rieccoci tutti qui, questa volta a fare quattro chiacchiere su una delle cose più facili da fare in assoluto ma che a volte alcuni di noi dimenticano di fare. Il Ringraziamento. E' solito per educazione, ma anche per rispetto e in amicizia, rendere grazie a chi ci ha fatto un favore grande o minuto che sia. Un occhio più attento, o che almeno non abbia delle Fiorentine sugli occhi, avrà certamente notato la total conversion del look di questo blog. Chi conosce me e le mie "altissime" doti artistiche avrà certamente intuito che non è affatto opera mia. Il merito va tutto ad una carissima persona che è stata davvero gentilissima a dare un volto a questo blog, a renderlo diverso, a plasmarlo riuscendo ad "indovinare" più che egregiamente i miei gusti. Di cuore: Grazie `VampiriA`.
Postato da: gambit3rd alle 10:26 | commenti (2) |



domenica, 26 settembre 2004

Showdown

Che le biblioteche di tutto il mondo siano più o meno stracolme di antichi testi è un fatto noto ormai a tutti, ma forse molti ignorano che gran parte dei testi provenienti dalla Letteratura Classica hanno come argomento, più o meno unico, uno fra i valori più alti in cui hanno sempre creduto: L'Amicizia. Con il susseguirsi delle Ere, si tratta però di un sentimento sempre più degradato, che nasce nel subconscio, come una sorta di istinto primordiale, per l'esigenza di sormontare un problema comune. Una sorta di "lega" piuttosto che un'amicizia vera e propria. Molto spesso è una specie di bisogno interiore dovuto al fatto che all'essere umano non piace stare da solo. Per molti, il senso di amicizia è un'arma, troppo spesso a doppio taglio, per vincere l'isolamento e riuscire a fare breccia in una comunità. Solitamente, questo accade nella fase adolescenziale di quasi ogni individuo. Passano gli anni e questo sentimento sembra trovare una natura del tutto diversa. L'amicizia a scopo di "comunione" viene spesso e gradatamente sostituita da rapporti di convenienza e di interesse o, nel caso di un rapporto "amicale" tra uomo e donna, dal rapporto di coppia. Quella che molti finiscono con il definire una chimera, proprio l'amicizia tra uomini e donne. Possibile? Surreale? Utopia? La questione è semplice quanto frequente. Non tutti gli uomini, o le donne, sono capaci di individuare nell'altro sesso una componente esterna alla relazione sentimentale. Per alcuni individui l'altro sesso rappresenta solamente una via di innamoramento e isolamento e non un modo di accedere alla comunità come l'amicizia. Infatti, è ben risaputo, che appena un rapporti d'amicizia diventa più saldo si genera in alcuni individui un bisogno di una relazione che si vuole totalmente coinvolgente, sensuale e passionale, tale da escludere tutto il resto del mondo, secondo una concezione della vita e della coppia troppo primordialmente romantica, sicuramente egoistica, ed altamente controproducente per quanto concerne i rapporti con la comunità. Questo perchè, una coppia generatasi in tal modo, tenderà ad isolarsi dal resto del branco e ci porta alla chiusura dei legami con il mondo esterno a questo rapporto. Il confine tra amore ed amicizia è in realtà una linea fin troppo sottile da essere individuata e fin troppo facile da varcare. Qualcuno declamava che "L'Amore è un'amicizia impazzita" e come dargli torto? Tuttavia, spesso siamo stati ben poco veritieri con noi stessi, e ci è capitato di accorgerci di aver superato quella sottile linea rossa fingendo di nulla e mentendo a noi stessi ed al nostro amico. E' stato un comportamento egoistico affinchè non si complichi la nostra situazione e non si corra il rischio di perdere l'amico di cui siamo "infatuati" oppure è stata una manovra altruistica dovuta a voler negare il dispiacere ad una persona che potrebbe essere infastidita da tale nostro comportamento? E' davvero così difficile comprendere a quale lato della Forza apperteniamo? Tralasciando, in incipit ho anche parlato di "rapporti di convenienza" o, se preferite, opportunismo allo stato puro. Questo capita con rapporti amichevoli in generale, a prescindere dal sesso, ed è una "pratica" molto diffusa. Verrà quindi il giorno in cui riacquisterete la vista, e vi renderete conto di essere circondati da ombre e di essere quindi più o meno soli con voi stessi. E così avrà inizio lo scontro, la grande battaglia interiore e non per capire chi è stato davvero un vostro amico nell'arco della vostra vita e chi invece si è solo servito di voi come spesso capita in guerra. "Mi chiedi: 'Per quale scopo ti fai un amico?' Per avere uno per cui poter morire, per avere uno da seguire in esilio, alla cui morte io possa oppormi con tutte le mie forze". Mi viene da pensare se alla fine Seneca non sia rimasto solo anche lui...


Postato da: gambit3rd alle 16:32 | commenti (5) |



martedì, 21 settembre 2004

Shiny Happy People
Non troppo tempo fa ero in giro, in un centro commerciale più o meno noto della Campania, ed era davvero affollatissimo. Ormai credo del parere che più che essere un centro commerciale sia diventato una sorta di surrogato virtuale di piazza. Un sacco di persone mi sono passate di fianco, tutti perfetti sconosciuti. La maggioranza di essi si distingueva da un sorriso più o meno felice, da una specie di aura scintillante che si rifrangeva negli occhi dei più risuonando nell'aria un'acuta melodia che suonava più o meno così: "Guardami, sono contento. No, non sono triste.". Quanti di voi, ogni giorno, camminano per strada con un'aria più o meno schietta o, magari, spesso con gli amici fingono che le cose vadano bene mentre in realtà siete davvero giù con il morale? Sono certo che sia capitato quasi a tutti almeno una volta, ma... Perchè lo si fa? Perchè non vogliamo far preoccupare i nostri cari? Perchè ci infastidisce il commento troppo premuroso di qualcuno? O, semplicemente, perchè non vogliamo che altre persone entrino troppo nel nostro privato? Siamo quindi altruisti o talmente egoisti da non voler condividere neanche la più piccola parte di noi con qualcun altro? Non dovrebbe essere poi tanto difficile condividere i nostri problemi con altri individui. La parte più dura, forse sarebbe nel condividere la nostra felicità. Ed il motivo è davvero piuttosto semplice: chi di voi sa realmente cosa occorra per essere felici? Soldi? Amore? Sesso? Gloria? Potrei citare ogni cosa che trae esistenza in questo mondo ma non saremmo mai in grado di darci una risposta sensata se non rispondessimo prima ad una domanda ben più complessa: La felicità, esiste? Alcune volte può capitare di alzarci al mattino e sospirare "Oh, come sono felice oggi!" anche per cose che all'apparenza siano di poco conto ma troppo spesso finiamo per lo scambiare i "simili" con gli "uguali" ed accade quindi che un senso di soddisfazione realizzato venga, erroneamente quanto ingenuamente, scambiato per felicità. Spesso ci circondiamo di beni e attenzioni perchè siamo convinti che soddisfare un desiderio ci renda felici, anche se per poco. Ma forse, a volte dovremmo prendere atto anche del fatto che parte della felicità risiede anche nell'eliminazione di qualche desiderio come profetizza qualcuno. Dal canto mio, credo che la fonte della totalità della felicità non sia unica ma che sia possibile reperire un tassello da varie esperienze, da vari desideri e da varie assenze di questi desideri. Una felicità cumulativa dispersa nel mondo ove sta a noi rimetterne insieme i cocci. Ora scusatemi, ma la mia caccia continua...
Postato da: gambit3rd alle 15:51 | commenti (2) |



lunedì, 20 settembre 2004

Rebirth
Dite la verità, quante volte vi siete soffermati a riflettere seriamente su voi stessi e su come state agendo nella vostra esistenza? Sulle scelte che avete compiuto, sui sentieri che avreste potuto percorrere, sulle persone che avreste potuto legare a voi... Che lo ammettiate o meno, l'avrete fatto tutti almeno una volta l'anno. E, forse, almeno a qualcuno sarà venuta la folle idea che forse il suo modo di agire è stato errato e non conforme a qualche intangibile regola. In seguito a queste riflessioni, sarebbe potuto venire in mente di provare a cambiare noi stessi per riuscire ad entrare nell'area che delimita il "giusto" umano. Ci siamo sottoposti ad una lunga operazione interiore fin quando i nostri risultati non sono giunti al lieto parto. Rinascita. Una sorta di trasmutazione dell'anima, lo spirito che evolve se stesso e le nostre percezioni lasciando il piano materiale inalterato. Ad alcuni individui capita di desiderare una rinascita onde riuscire a cambiare il loro ego così come lo ha creato il suo Dio. In realtà, avete mai provato a pensare al modo in cui avete acquisito il vostro ego? In principio ci è stato donato il corpo, un vuoto contenitore atto a racchiudere una sfera malleabile. Ed è con il passare degli anni che veniamo educati e indotti a far assumere alla sfera una data forma forgiandola con il fuoco dell'esperienza. Solitamente siamo indotti a pensare a questo, ma cosa succederebbe se in realtà non ci fosse costrizione alcuna? Se fosse già il pargolo a modellare a sua preferenza la sua sfera? Se fossimo noi, i fabbri di noi stessi, in un mondo dove l'unica guida che abbiamo è la nostra coscienza? In realtà, il concetto è ben più profondo. Ogni materiale ha il suo grado di malleabilità e duttilità che si consuma poco a poco. La nostra sfera, il nostro ego, o se preferite la nostra anima, assumono ad ogni lasso indeterminato di tempo una forma specifica dovuta a farci convivere al meglio con il mondo circostante. Il Mondo evolve. Quindi la forma che assumiamo è in realtà una sorta di prova prima di trovare il giusto stampo per la nostra forgiatura. E' come se le identità che assumessimo nel corso della vita fossero solo delle immagini vaghe del nostro vero essere, conscio di poter esprimersi al meglio solo quando il grande puzzle della nostra anima sarà compiuto. In tutto ciò, vien da chiedersi se quando decidiamo di rivedere le nostre scelte chi sia a stabilire se queste siano state giuste o meno. Noi stessi, forse? O, magari, sono le circostanze che ci inducono a variare inesorabilmente di era in era il metro personale di giudizio? Sono quindi, infine, le azioni stesse che giudicano sè stesse? Quindi secondo voi, cambiare è una scelta? O sono passi inevitabili della nostra esistenza? Nascita, Evoluzione, Morte. E' lo spirito che si evolve con un concetto molto simile al parto. Ogni nascituro assume caratteri genialocici dei propri precursori. Allo stesso modo, durante la sua evoluzione, il nostro spirito rinasce fino all'inverosimile, conservando sempre una parte, seppur piccola o grande, del suo precedente stato, ed è questa la ragione per cui non potremo mai eccepire un reale, quanto drastico, cambiamento nella nostra essenza. Ciclo dopo ciclo, la nostra anima ricorderà sempre anche un solo alito del suo primo "essere". Ed è con questa riflessione che io, oggi, da taciturno quale sono, tenterò di esterniare parte di me stesso a voi che sarete tanto paziente da leggermi, partendo da questa mia nuova... Rinascita.
Postato da: gambit3rd alle 18:39 | commenti (5) |